Blog · Partita IVA · 26 maggio 2026 · 2 min
Aprire la partita IVA nel modo giusto: la guida passo passo
Codice ATECO, regime fiscale, INPS e pratiche: i 5 passi per aprire la partita IVA senza errori che ti costano cari negli anni successivi.
Aggiornato al 1 giugno 2026
Aprire una partita IVA è (quasi) gratis e veloce. Aprirla bene è un'altra cosa: le scelte dei primi giorni — codice ATECO, regime, inquadramento previdenziale — determinano quante tasse e contributi pagherai per anni. Ecco i 5 passi nell'ordine giusto.
1. Verifica che ti serva davvero
Se l'attività è occasionale, saltuaria e non organizzata, può bastare la prestazione occasionale con ritenuta. Ma attenzione: il criterio non è quanto fatturi, è l'abitualità. Se hai clienti ricorrenti, un sito che ti promuove, continuità nei mesi — serve la partita IVA, anche sotto i famosi (e fraintesi) 5.000 €.
2. Scegli il codice ATECO con criterio
Il codice ATECO descrive la tua attività e determina:
- il coefficiente di redditività nel forfettario (cioè quanto reddito ti viene imputato);
- l'inquadramento INPS (gestione separata vs artigiani/commercianti: differenza da migliaia di euro l'anno);
- obblighi assicurativi e camerali.
Un esempio: molte attività digitali possono ricadere in codici diversi con coefficienti e obblighi previdenziali differenti. La scelta va fatta sulla sostanza dell'attività, non copiata da un forum.
3. Scegli il regime fiscale
Per la maggior parte delle nuove attività individuali la scelta è tra:
- Forfettario: semplice, imposta sostitutiva 15% (5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti), niente IVA in fattura, niente deduzione dei costi reali.
- Regime ordinario (semplificato): deduci i costi reali, detrai l'IVA, ma più adempimenti e aliquote IRPEF progressive.
La risposta giusta dipende da costi previsti, altri redditi, detrazioni e prospettive. Fai (o fatti fare) una simulazione comparativa: è il passo che ripaga tutto il resto.
4. Sistema l'inquadramento previdenziale
- Libero professionista senza albo → Gestione Separata INPS (circa 26%, proporzionale al reddito).
- Professionista con albo e cassa → la tua cassa di categoria, con le sue regole.
- Artigiano o commerciante (incluso e-commerce) → gestione INPS artigiani/commercianti, con contributi fissi anche a fatturato basso e iscrizione in Camera di Commercio.
Sbagliare inquadramento significa accumulare debiti contributivi che emergono dopo anni, con sanzioni.
5. Apri la posizione (e parti ordinato)
- Professionisti: modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate — di norma operativi in 24-48 ore.
- Ditte individuali: pratica ComUnica al Registro Imprese (che attiva anche INPS/INAIL), qualche giorno in più.
Dal primo giorno: conto dedicato (anche solo per ordine), fatturazione elettronica configurata, e un posto unico dove conservare documenti e scadenze.
Gli errori che vediamo più spesso
- Codice ATECO copiato da un collega con attività diversa;
- Forfettario scelto "perché lo fanno tutti", con costi reali alti non deducibili;
- Gestione separata usata al posto di artigiani/commercianti (o viceversa);
- Acconti di giugno ignorati nel primo anno: la liquidità va pianificata da subito;
- Nessuna verifica delle cause di esclusione (ex datore di lavoro, partecipazioni…).
Quanto costa partire
L'apertura in sé per un professionista è gratuita. I costi veri sono ricorrenti: contributi, imposte, eventuale commercialista. Diffida di chi ti vende "l'apertura"; il valore è nell'impostazione e nella gestione del primo anno.