Blog · Contabilità · 12 ottobre 2026 · 4 min
Quanto costa il commercialista per la tua partita IVA (e perché non esiste un tariffario)
Non esistono più tariffe fisse per i commercialisti: i prezzi sono liberi dal 2012. Cosa dice la legge sul preventivo obbligatorio, cosa fa davvero variare il compenso e come leggere un'offerta prima di firmare.
Chiedi a tre commercialisti quanto costa seguire la tua partita IVA e probabilmente avrai tre risposte diverse. Non è un'anomalia del mercato: è la legge stessa a prevedere che il compenso sia libero, non fissato da una tabella nazionale. Capire questa cornice aiuta più di qualsiasi elenco di prezzi a valutare un'offerta.
Perché non esiste un tariffario unico
Il D.L. 24 gennaio 2012, n. 1 (il cosiddetto "decreto liberalizzazioni"), all'art. 9, comma 1, dice testualmente che "sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico" — commercialisti compresi. Da quella norma in avanti il compenso di un commercialista è negoziabile tra le parti, come per qualsiasi altro servizio professionale: non esiste più un prezzo di riferimento fissato altrove.
Questo spiega perché due studi possano proporre importi molto diversi per lo stesso lavoro: non c'è un prezzo "giusto" stabilito altrove, e il confronto va fatto sul contenuto dell'offerta, non solo sul numero in fondo alla pagina.
L'unico vincolo reale: il preventivo scritto è obbligatorio
Se i prezzi sono liberi, la legge ha comunque imposto una tutela per il cliente: il comma 4 dello stesso art. 9 stabilisce che il compenso "è pattuito, nelle forme previste dall'ordinamento, al momento del conferimento dell'incarico professionale" e che il professionista deve rendere noto al cliente, obbligatoriamente in forma scritta o digitale:
- il grado di complessità dell'incarico;
- tutte le informazioni utili sugli oneri ipotizzabili dal conferimento dell'incarico fino alla sua conclusione;
- i dati della propria polizza assicurativa per i danni da attività professionale;
- la misura del compenso, tramite un preventivo di massima che indichi, per le singole prestazioni, tutte le voci di costo, comprese spese, oneri e contributi.
In pratica: un commercialista non può limitarsi a dirti a voce "diciamo 800 euro l'anno". Ha l'obbligo di darti, per iscritto o in digitale, un preventivo che scomponga cosa stai pagando e per cosa. Se questo non arriva prima di iniziare il rapporto, è già un primo segnale su come lo studio lavora.
Cosa fa davvero variare il compenso, a parità di fatturato
Senza una tariffa di riferimento, il prezzo riflette il lavoro effettivo che lo studio deve svolgere per il tuo caso. Alcuni fattori pesano più di altri:
Il regime fiscale. Chi è in regime forfettario non applica l'IVA in fattura e non ha gli adempimenti periodici IVA che invece riguardano chi è in regime ordinario: meno liquidazioni, meno dichiarazioni da preparare durante l'anno. È uno dei motivi per cui, a parità di studio, la gestione di un forfettario tende a richiedere meno ore di lavoro rispetto a una partita IVA in regime ordinario con registri e liquidazioni periodiche.
Il volume delle operazioni. Dieci fatture emesse l'anno e cento fatture emesse l'anno non richiedono lo stesso tempo di gestione, a prescindere dal regime.
Cosa è davvero incluso. "Gestione della partita IVA" può voler dire solo la dichiarazione dei redditi a fine anno, oppure includere consulenza durante l'anno, calcolo degli F24, promemoria sulle scadenze, gestione di eventuali comunicazioni con l'Agenzia delle Entrate. Due preventivi con lo stesso importo possono comprendere servizi molto diversi: è il motivo per cui la legge chiede che il preventivo elenchi le singole prestazioni, non solo un totale.
Il canale. Uno studio che lavora soprattutto con incontri di persona e uno che gestisce tutto da remoto hanno strutture di costo diverse, che normalmente si riflettono nel prezzo. Nessuno dei due è automaticamente "più giusto": conta cosa ti serve davvero.
Come leggere un preventivo prima di firmare
Visto cosa prevede l'art. 9, un preventivo che non specifica queste informazioni non è conforme a quanto la legge si aspetta da un professionista. Prima di accettare, verifica che risponda a queste domande:
- È scritto (anche via email o su un documento digitale), non solo detto a voce?
- Indica le singole prestazioni comprese, non solo un importo complessivo annuo?
- Specifica se cambia in caso di passaggio di regime o di aumento del volume di fatture?
- Chiarisce cosa succede se durante l'anno emergono attività non previste (es. un controllo, una comunicazione da riscontrare)?
- Riporta i dati della polizza assicurativa professionale, come richiesto dalla norma?
Se manca anche solo uno di questi punti, è legittimo chiederlo prima di firmare: non è un capriccio, è quanto la legge già prevede che un professionista debba comunicare.
Un prezzo chiaro, fin dall'inizio
Il fatto che i prezzi siano liberi non significa che debbano essere opachi. Su BelFisco il piano di onorari viene proposto con rate e importi definiti prima di avviare il rapporto, e il cliente lo accetta sapendo esattamente cosa include. Se vuoi farti un'idea di come cambierebbero le tue imposte passando al regime forfettario (o restandoci), puoi provare il simulatore gratuito prima ancora di parlare con un professionista, oppure prenotare una chiamata per un confronto sul tuo caso specifico.
Contenuto informativo, non è consulenza fiscale: ogni preventivo va valutato nel merito con il professionista che lo propone, verificando sempre che rispetti quanto previsto dalla normativa sopra richiamata.