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BelFisco

Blog · Regime forfettario · 12 maggio 2026 · 3 min

Regime forfettario: la guida completa per capire se ti conviene

Requisiti, imposta sostitutiva al 15% (o 5%), contributi INPS e cause di esclusione: tutto quello che devi sapere sul regime forfettario, spiegato con esempi.

Aggiornato al 1 giugno 2026

Il regime forfettario è il regime fiscale più usato dai liberi professionisti e dalle piccole attività in Italia. È semplice e spesso conveniente — ma non sempre. In questa guida trovi i punti che contano, senza burocratese.

Come funziona, in una frase

Paghi un'imposta sostitutiva (di IRPEF e addizionali) calcolata non su quello che guadagni davvero, ma su una percentuale forfettaria dei tuoi ricavi: il coefficiente di redditività, che dipende dal tuo codice ATECO.

I numeri chiave

  • Limite di ricavi: 85.000 € l'anno (valore in vigore alla data di aggiornamento di questa guida; superandolo si esce dal regime dall'anno successivo, oltre 100.000 € l'uscita è immediata).
  • Aliquota: 15% in via ordinaria, 5% per i primi 5 anni se l'attività è davvero nuova e rispetti le condizioni previste.
  • Coefficiente di redditività: varia per attività. Per la maggior parte dei professionisti è il 78%: su 50.000 € di ricavi, il reddito imponibile lordo è 39.000 €.

Esempio concreto

Sviluppatrice freelance, primo anno di attività, 40.000 € di fatturato:

VoceCalcoloImporto
Reddito forfettario40.000 × 78%31.200 €
Contributi INPS (gestione separata, circa 26%)su 31.200 €≈ 8.100 €
Imponibile fiscale31.200 − contributi≈ 23.100 €
Imposta sostitutiva 5%su imponibile≈ 1.150 €

I contributi versati si deducono dall'imponibile: è un dettaglio che molti calcolatori online sbagliano.

Le cause di esclusione più frequenti

Non puoi usare (o restare nel) forfettario se, tra l'altro:

  1. Hai percepito redditi da lavoro dipendente o pensione oltre la soglia prevista (35.000 € nell'anno precedente, salvo rapporto cessato);
  2. Fatturi prevalentemente al tuo ex datore di lavoro dei due anni precedenti;
  3. Controlli una SRL che svolge un'attività riconducibile alla tua;
  4. Partecipi a società di persone o associazioni professionali;
  5. Hai pagato collaboratori o dipendenti oltre 20.000 € lordi l'anno.

Le condizioni hanno sfumature importanti: prima di aprire o di rinunciare al regime, falle verificare.

I contributi: il costo che nessuno ti racconta

L'errore più comune è guardare solo il 5% o il 15% e dimenticare l'INPS:

  • Professionisti senza cassa → gestione separata INPS, circa il 26% del reddito forfettario, senza minimali: paghi in proporzione a ciò che dichiari.
  • Artigiani e commercianti → contributi fissi (circa 4.500 € l'anno) anche se fatturi poco, più una quota percentuale oltre il minimale. I forfettari possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi; per i nuovi iscritti possono esserci agevolazioni ulteriori da verificare anno per anno.
  • Professionisti con cassa (ingegneri, avvocati, psicologi…) → si applicano le regole della propria cassa.

Quando il forfettario NON conviene

  • Hai molti costi reali (collaboratori, attrezzature, trasferte): nel forfettario non li deduci, deduci solo il forfait.
  • Hai detrazioni importanti (mutuo, figli, ristrutturazioni): l'imposta sostitutiva non le assorbe.
  • Sei vicino al limite e crescerai presto: pianificare il passaggio prima conviene quasi sempre.

In sintesi

Il forfettario è un ottimo regime se i numeri della tua situazione lo confermano. La verifica seria richiede 30 minuti e una simulazione comparativa: molto meno del costo di una scelta sbagliata.

Ne parliamo del tuo caso concreto?

Prima consulenza gratuita, 30 minuti in video.

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