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Blog · Scadenze fiscali · 10 settembre 2026 · 4 min

Scadenze fiscali 2026 per partita IVA: la lista di quelle che ti riguardano davvero

Il calendario fiscale ha decine di date, ma non sono tutte tue. Ecco le scadenze 2026 che contano se sei forfettario, in regime ordinario, artigiano o hai collaboratori — spiegate per il tuo caso, non per tutti.

Lo scadenzario fiscale dell'Agenzia delle Entrate ha decine di voci. Se hai la partita IVA, la maggior parte non ti riguarda: sono pensate per chi ha dipendenti, per le società, per chi liquida l'IVA mensilmente. Qui trovi solo quello che conta per il tuo caso — forfettario, ordinario, artigiano/commerciante o con collaboratori — e perché.

Una premessa che vale per tutta la lista: le date che cadono di sabato o festivo slittano al primo giorno lavorativo successivo, e ogni anno possono arrivare proroghe. Questa guida è un orientamento; per la data puntuale verifica sempre lo scadenzario ufficiale dell'Agenzia delle Entrate.

Le scadenze che riguardano (quasi) tutte le partite IVA

Indipendentemente dal regime:

  • Saldo e primo acconto delle imposte (IRPEF o imposta sostitutiva per i forfettari): entro il 30 giugno, oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.
  • Secondo acconto: entro il 30 novembre.
  • Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF): invio telematico entro il 31 ottobre.
  • Contributi INPS: seguono in genere le stesse date del saldo/acconto imposte se sei in gestione separata; gli artigiani e commercianti hanno anche rate fisse trimestrali (vedi sotto).
  • Fatturazione elettronica: non ha una scadenza annuale, ma un ritmo continuo — ogni fattura va trasmessa via Sistema di Interscambio, e i tempi contano ai fini IVA e della corretta imputazione del reddito.

Se sei forfettario: cosa NON ti riguarda (ed è la parte migliore)

Il regime forfettario è fuori dal campo IVA: niente IVA addebitata in fattura, e come conseguenza sei esonerato da:

  • versamento IVA mensile o trimestrale;
  • comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE);
  • dichiarazione IVA annuale.

Una scadenza che invece spesso si dimentica proprio perché non è "l'IVA": l'imposta di bollo da 2 € sulle fatture senza IVA sopra i 77,47 €, da versare con F24 (codici tributo 2521-2524). Se il totale dovuto nel trimestre è sotto una certa soglia, si può cumulare e versare più avanti nell'anno — ma va comunque monitorata, altrimenti si accumula senza che nessuno te lo ricordi.

Se sei in regime ordinario (o hai una SRL): le scadenze IVA in più

Qui il calendario si allunga:

  • Versamento IVA: il 16 di ogni mese (liquidazione mensile) oppure il 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 marzo dell'anno successivo (liquidazione trimestrale, saldo compreso).
  • LIPE: 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre; il quarto trimestre si comunica con la dichiarazione IVA annuale.
  • Dichiarazione IVA annuale: presentazione tra il 1° febbraio e il 30 aprile.
  • Versamento IVA a saldo: entro il 16 marzo, in unica soluzione o rateizzato.

Se hai dipendenti o collaboratori

  • Ritenute e contributi INPS sui dipendenti: versamento con F24 entro il 16 del mese successivo.
  • Certificazione Unica (CU): consegna e invio entro il 16 marzo (entro il 30 aprile se contiene solo redditi di lavoro autonomo).
  • Modello 770: invio telematico entro il 31 ottobre.

Chi lavora da solo, senza collaboratori né dipendenti, salta quasi sempre questo blocco: il regime forfettario in particolare non impone di norma gli obblighi di sostituto d'imposta, salvo casi specifici.

Artigiani e commercianti: le rate INPS fisse

Oltre alle scadenze sopra, la gestione INPS artigiani/commercianti prevede contributi fissi dovuti anche a fatturato basso, versati in quattro rate (indicativamente 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell'anno successivo), più il conguaglio con saldo e acconto delle imposte sui redditi.

Altre due che si dimenticano facilmente

  • Diritto annuale Camera di Commercio: se sei iscritto al Registro Imprese (tipico di artigiani, commercianti, ditte individuali con attività d'impresa), stesso termine del primo versamento delle imposte — di norma 30 giugno, F24 codice tributo 3850.
  • IMU: solo se possiedi immobili strumentali o comunque soggetti a imposta — acconto entro il 16 giugno, saldo entro il 16 dicembre.

Come smettere di doverle ricordare a memoria

Il problema reale non è conoscere le date una volta: è ricordarsele ogni anno, per il tuo caso specifico, mentre lavori. Su BelFisco le scadenze sono in un unico scadenziario che ti avvisa 7 giorni prima — registrati gratis e collegalo al calendario che usi già.

Contenuto informativo, non è consulenza fiscale: verifica sempre le date puntuali sul calendario ufficiale e, per il tuo caso specifico, con un professionista.

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