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BelFisco

Blog · Regime forfettario · 28 settembre 2026 · 4 min

Superi la soglia del forfettario? Cosa succede davvero tra 85.000 e 100.000 euro

Non è una sola soglia, sono due, e le conseguenze sono molto diverse: uscita dall'anno dopo oppure uscita immediata. La guida pratica a cosa cambia, quando e come non farsi trovare impreparato.

Molti forfettari pensano che esista una sola soglia — 85.000 € — e che superarla sia un problema per l'anno dopo. In realtà le soglie sono due, e superare la seconda cambia tutto da subito, non dal 1° gennaio successivo. La differenza tra i due scenari vale la pena di essere chiara prima che ti capiti, non mentre sta succedendo.

Le due soglie, in breve

  • Tra 85.001 € e 100.000 € di ricavi o compensi incassati nell'anno: resti forfettario per tutto l'anno in corso, ma esci dal regime dal 1° gennaio dell'anno successivo.
  • Oltre 100.000 €: l'uscita è immediata, a partire dalla fattura (o dall'incasso, dato che il forfettario conta per cassa) che ti fa superare la soglia. Non aspetti la fine dell'anno.

Questa distinzione a doppio binario è prevista dall'art. 1, comma 71 della legge 190/2014: è la stessa norma, ma i suoi effetti sono radicalmente diversi a seconda di dove cade il tuo sforamento. Per il testo aggiornato delle regole e delle conseguenze della fuoriuscita, la pagina di riferimento resta quella dell'Agenzia delle Entrate sul regime forfetario.

Se superi tra 85.000 e 100.000 euro

Qui la buona notizia è che hai tempo per prepararti:

  • Per tutto l'anno in corso continui a fatturare senza IVA, come hai sempre fatto: niente da correggere, niente adempimenti retroattivi.
  • Dal 1° gennaio dell'anno successivo passi al regime ordinario (o semplificato): fatturazione con IVA, liquidazioni periodiche, deducibilità dei costi reali al posto del coefficiente di redditività forfettario.
  • Il periodo tra lo sforamento e fine anno è la finestra giusta per aggiornare il gestionale di fatturazione elettronica, valutare la liquidazione IVA mensile o trimestrale più adatta e capire l'impatto reale sul carico fiscale — che con la deducibilità dei costi non è detto sia solo negativo.

Se superi i 100.000 euro

Qui il meccanismo è diverso e va gestito con più attenzione:

  • Dalla fattura che causa il superamento (comprese quelle successive), l'IVA è dovuta. Le fatture emesse e incassate prima dello sforamento restano valide così come sono: non vanno rifatte.
  • Se per errore continui a emettere fatture senza IVA dopo aver superato la soglia, vanno corrette con una nota di variazione che aggiunge l'imposta dovuta — un passaggio da concordare con il cliente, che si ritrova un importo aggiuntivo da versare.
  • Ai fini delle imposte dirette, il reddito dell'intero anno (non solo la parte oltre soglia) si tassa con le regole ordinarie IRPEF, non più con l'imposta sostitutiva forfettaria.
  • Sulla ritenuta d'acconto, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che si applica solo alle fatture emesse da quando superi la soglia in poi, non retroattivamente su quelle già incassate prima.

Gli errori più comuni

  • Accorgersene tardi: se controlli gli incassi solo a dicembre, rischi di scoprire il superamento dei 100.000 € quando hai già emesso diverse fatture senza IVA di troppo, con tutte le correzioni che ne conseguono.
  • Confondere fatturato emesso con incassato: il forfettario conta per cassa, cioè cosa hai effettivamente incassato nell'anno, non cosa hai fatturato. Una fattura emessa a dicembre e incassata a gennaio conta per l'anno successivo.
  • Non aggiornare in tempo il software di fatturazione elettronica: generare fatture con IVA richiede impostazioni diverse da quelle usate fino a quel momento — meglio verificarlo prima di doverlo fare sotto pressione.
  • Vedere solo il lato negativo: uscire dal forfettario significa anche iniziare a dedurre i costi reali (attrezzature, collaboratori, trasferte) e a detrarre l'IVA sugli acquisti — per chi ha costi consistenti non è necessariamente uno svantaggio.

Come tenerla sotto controllo durante l'anno

Il problema non è calcolare la soglia una volta a fine anno: è sapere, mese dopo mese, a che punto sei rispetto a 85.000 e 100.000 €, con un margine di preavviso reale — non a consuntivo, quando le fatture senza IVA sono già state emesse. In pratica significa tenere un registro incassi aggiornato (non basta guardare le fatture emesse) e proiettare, con l'andamento degli ultimi mesi, dove arriverai a fine anno: chi fattura in modo stagionale o con pochi clienti grandi rischia di superare la soglia anche con un solo incasso importante nell'ultimo trimestre.

Su BelFisco questo controllo è automatico: il dashboard proietta i tuoi incassi reali a fine anno e genera un avviso — prima informativo, poi di attenzione, infine critico se il superamento immediato oltre i 100.000 € è già nei numeri — così arrivi preparato invece di scoprirlo a dicembre. Registrati gratis per collegare i tuoi incassi e vedere a che punto sei rispetto alle due soglie.

Contenuto informativo, non è consulenza fiscale: la tua situazione specifica — soprattutto in caso di sforamento già avvenuto — va sempre verificata con un professionista.

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